Art

Orientamento_Liceo Linguistico

Il Liceo Linguistico è rivolto a coloro che vogliono conoscere più realtà linguistiche e culturali, approfondendo lo studio di tre lingue straniere.

http://orientamentoistruzione.it/index.php?s=90

In questo tipo di scuola, lo studio della storia dell’arte è prevista dal terzo anno, salvo alcune eccezioni che troverete di seguito. Nella città di Milano sono numerosi gli istituti che prevedono questo indirizzo di studi, sia statali che paritarie.

Scuole Statali

Educandato Statale Setti Carraro

Via Passione n. 12 – zona San Babila

http://setticarraro.gov.it/

Oltre alle 2 ore settimanali di storia dell’arte previste dal terzo anno, dallo scorso anno scolastico si sono aggiunte 2 ore settimanali al primo e secondo anno, spiegate in lingua inglese, in modo da affrontare il lingua diversa dall’italiano specifici contenuti disciplinari.

Istituto d’Istruzione Superiore Severi Correnti

Via Alcuino n. 4 – zona City Life

https://www.severi-correnti.gov.it/

L’Istituto Severi prevede lo studio della storia dell’arte a partire dalla prima, per 2 ore settimanali, fino al quinto anno compreso. Di seguito il quadro orario completo https://www.severi-correnti.gov.it/severi-liceo-linguistico

Qui di seguito il file scaricabile con tutti gli altri Licei Linguistici Statali di Milano che prevedono lo studio della Storia dell’Arte dal terzo anno di studi

Liceo Linguistico – scuole statali

Scuole Paritarie

Tra le scuole paritarie, diverse prevedono lo studio della Storia dell’Arte a partire dal primo anno, per due ore settimanali. Eccole di seguito:

Istituto Gonzaga

Via Vitruvio n. 41 – zona Centrale

http://www.gonzaga-milano.it/

Ecco di seguito il POF del Liceo http://www.gonzaga-milano.it/sites/default/files/attachments/ptof_licei_gonzaga_ed2016_0.pdf

Istituto Leopardi

Via del Carroccio n. 9 – zona S. Ambrogio

http://istitutoleopardi.it/Objects/Home1.asp

Ecco di seguito il POF del Liceo http://istitutoleopardi.it/Objects/Pagina.asp?ID=305

Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni

Via Grazia Deledda n. 11 – zona Loreto

http://www.lamanzoni.it/

Istituto Maria Consolatrice

Via Melchiorre Gioia n. 51 – zona Centrale

http://www.imcmilano.it/

Qui di seguito potete trovare maggiori informazioni sul Liceo http://www.imcsuperiori.it/?page_id=1019

Qui di seguito il file scaricabile con tutti gli altri Licei Linguistici Paritari di Milano

Liceo Linguistico – scuole paritarie

 

 

Architecture, Art

Orientamento_Liceo Artistico 

Il Liceo Artistico è rivolto a tutti coloro che sono interessati all’arte e vogliono esprimere la propria creatività. Dopo un biennio iniziale, il corso di studi si suddivide in sei indirizzi differenti:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • design
  • audiovisivo e multimediale
  • grafica
  • scenografia

http://www.istruzione.it/orientamento/

Nella città di Milano troviamo tre scuole statali e tre scuole paritarie.

Scuole Statali

Liceo Artistico Boccioni

Piazzale Arduino n. 4 – zona Lotto Portello

http://www.liceoartisticoboccioni.gov.it/

Il Liceo Boccioni propone cinque dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • design
  • audiovisivo e multimediale
  • grafica

Ecco il link con le informazioni sui cinque corsi di studio: http://www.liceoartisticoboccioni.gov.it/indirizzi-di-studio/

Note: di seguito il Piano Triennale dell’Offerta Formativa con orari e suddivisione delle materie in base al tipo di indirizzo scelto http://www.liceoartisticoboccioni.gov.it/wp-content/uploads/2017/01/PTOF_2016_2019_aggiornamento_2016_2017.pdf

Liceo Artistico Statale di Brera

Sede: Via Hajech n. 27 – zona Dateo

Succ: Via Papa Gregorio XIV n. 1 – zona San Lorenzo Maggiore

http://www.liceoartisticodibrera.com/

Il Liceo Artistico Statale di Brera propone cinque dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • design
  • audiovisivo e multimediale
  • scenografia

Note: di seguito il Piano Triennale dell’Offerta Formativa con orari e suddivisione delle materie in base al tipo di indirizzo scelto http://www.liceoartisticodibrera.com/wp-content/uploads/2016/03/PTOF-2016-2019-VERSIONEFINALE.pdf

Liceo Artistico Statale Caravaggio

Via Prinetti n. 47 – zona Padova Cimiano

http://www.liceocaravaggio.gov.it/

Il Liceo Caravaggio propone cinque dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • design
  • audiovisivo e multimediale
  • grafica

Note: di seguito il Piano di Studi del Liceo, suddiviso per indirizzo http://www.liceocaravaggio.gov.it/area-didattica/nuovo-ordinamento/piano-studi-1/

Scuole Paritarie

Liceo Artistico Sacro Cuore

Via Rombon n. 78 – zona Lambrate

https://www.sacrocuore.org/scuole/liceo-artistico

Il Liceo Sacro Cuore propone due dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente

Note: qui di seguito una brochure che riassume in modo chiaro le linee guida e l’offerta formativa dell’istituto https://www.sacrocuore.org/images/artistico/Liceo-Artistico-Paritario-Fondazione-Sacro-Cuore-Milano-brochure.pdf

Istituto Giovanni XXIII

Corso di Porta Vigentina n. 14 – zona Ospedale Maggiore

http://www.liceogiovannixxiii.it/

Il Liceo Giovanni XXIII propone tre dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • audiovisivo e multimediale

Ecco il quadro orario http://www.liceogiovannixxiii.it/images/Scansione_oraria_settimanale_a.s._13-14.pdf

Liceo Artistico Orsoline

Via Lanzone n. 53 – zona Sant’Ambrogio

http://www.artisticorsoline.it/

Il Liceo Orsoline propone tre dei sei indirizzi previsti dal Ministero e in particolare:

  • arti figurative
  • architettura e ambiente
  • audiovisivo e multimediale

In questo istituto è già stata programmata la data dell’Open Day, previsto per sabato 11 novembre 2017; ecco la locandina:

Note: di seguito maggiori informazioni sui tre indirizzi di studio:

http://www.artisticorsoline.it/arti-figurative/

http://www.artisticorsoline.it/architettura-e-ambiente/

http://www.artisticorsoline.it/audiovisivo-e-multimediale/

 

Architecture, Art, Design, Fashion, Restaurant

Milano_orientarsi nella scuola secondaria di secondo grado

L’orientamento al termine del primo ciclo d’istruzione è una fase importante per il futuro dei ragazzi di terza media. Per questo adf-art.com ha scelto di dedicare una serie di articoli a questo tema, sperando di dare un contributo a tutti quei ragazzi che si apprestano a frequentare una scuola superiore nel capoluogo lombardo. Ogni sezione del blog proporrà una serie di istituti, con il link del sito web della scuola, i punti di forza e, appena disponibili, anche le date degli open day. In particolare la sezione ARCHITECTURE sarà dedicata al Liceo Scientifico e a Costruzioni, Ambiente e Territorio, la sezione DESIGN RESTAURANT agli Alberghieri, la sezione FASHION alle scuole di Moda e la sezione ART ai licei Artistico, Classico e Linguistico.
 

Art

Basilica di Sant’Ambrogio

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La basilica di Sant’Ambrogio sorge nel 386 fuori dalle mura di Milano, a sud ovest, dove un tempo si trovavano le fosse comuni. La chiesa originale risale al periodo romano. Non è l’unica chiesa ad essere stata edificata fuori dalle mura, ma insieme a quella di Sant’Ambrogio ne troviamo altre tre, che insieme a quest’ultima formano una croce, come a protezione della città. Le chiese sono quella di San Nazaro (dedicata agli apostoli), San Simpliciano (dedicata alle vergini), San Dionigi (dedicata ai profeti). Le quattro chiese sono state costruite sui quattro punti cardinali e in corrispondenza delle strade principali. Costruita inizialmente in stile paleocristiano, la basilica è stata ristrutturata più volte. Nel 1071 e nel 1079 ci furono tre grandi incendi a Milano che hanno in parte colpito la basilica; dopo questi incendi si cominciarono a costruire le basiliche con un nuovo sistema, realizzato con massicci pilastri a fascio alternati che dovevano sostenere un nuovo tipo di copertura in mattoni. Nel 1196 c’è stato un crollo della navata centrale e di conseguenza venne ristrutturata. Nel 1492 Donato Bramante ottenne l’incarico di progettare la nuova canonica, ricostruendo alcune parti del monastero e risistemando la disposizione delle cappelle nella chiesa. Il 15 agosto del 1943 la parte laterale della basilica è crollata a causa del bombardamento degli inglesi sulla città di Milano.

L’esterno

Il quadriportico è in mattone rosso (materiale molto presente nel territorio milanese grazie all’argilla e alla grande quantità di forni presenti) e pietra bianca, che evidenzia lo scheletro della struttura con cinque arcate e tre navate centrali. Il quadriportico è probabilmente risalente all’epoca di Ambrogio; attaccate alle pareti ci sono delle lapidi, resti delle sepolture dell’antico cimitero. Qui pregavano i catecumeni e i pellegrini e si svolgevano mercato e assemblee cittadine, dove il capitano del popolo parlava alla folla dalla loggia. Il pavimento è stato rifatto a fine ‘800. Nell’atrio c’è molta presenza di opere scultoree: i capitelli delle colonne del porticato sono decorati tutti uno diverso dall’altro, alcuni con animali, altri con semplici intrecci di linee e uno con il personaggio della mitologia Orfeo. Ogni capitello ha un significato diverso e rappresentava un concetto o una scrittura della Bibbia, evidenziando la lotta tra il bene e il male.

La facciata e le torri campanarie

La facciata a capanna è affiancata da due campanili; le torri campanarie vennero costruite accanto alla basilica in seguito a varie discussioni tra due comunità. La prima (di destra) fu edificata dai monaci benedettini (che avevano il loro monastero adiacente alla basilica) tra l’VIII e il IX secolo ed è molto semplice e bassa; la seconda torre risalente al XII secolo è più elaborata e alta, ed è stata voluta dai canonici di Sant’Ambrogio.

Suddivisa su due livelli, la facciata presenta al piano terra cinque arcate uguali e si ricongiunge con il perimetro interno del quadriportico. Il modulo quadrato delle campate crea un insieme armonico e simbolico. Il portale centrale venne rifatto nel ‘700, a parte le due maniglie con la testa a forma di leone che si dice siano di epoca medioevale, in legno d’olmo con lastre marmoree e immagini scolpite.

La colonna del diavolo

Nella piazza, sul lato sinistro rispetto alla basilica, esternamente alla recinzione, si trova l’unica colonna rimasta del cimitero romano su cui è sorta la basilica. La leggenda narra che il diavolo sia rimasto incastrato con le sue corna in essa dopo aver cercato di tentare Ambrogio, che lo ha scalciato facendolo volare e conficcare con le sue corna nella colonna. Pare che per liberarsi si sia polverizzato lasciando, per tradizione popolare, un forte odore di zolfo che fuoriesce dai fori. Sempre come leggenda narra, appoggiando le orecchie ai fori si può sentire il rumore proveniente dall’inferno. Pare infatti che si sia creato un collegamento con il fiume infernale Stige. Questa colonna era in realtà utilizzata per l’incoronazione degli imperatori germanici.

L’interno

Oggi si presenta divisa come una classica chiesa romanica (cripta, navate, presbiterio e matroneo). Ci sono tre navate (una più grande centrale, doppio delle due più piccole laterali); i pilastri sono uno più spesso e uno meno spesso (i più spessi si chiamano pilastri a fascio). Le colonne variano di spessore in base al peso da sostenere (le più grandi sostengono le tre grandi volte a crociera centrali, mentre le altre le più piccole sei laterali). il matroneo oltre che essere destinato alle donne ha anche funzione strutturale. Originariamente il pavimento della basilica era in ciottoli misto a malta; in seguito venne modificato e modernizzato. Ai lati della basilica, soprattutto a destra, sono presenti delle cappelle molto decorate dove sono sepolti dei nobili milanesi, che potevano  permettersi l’acquisto di queste ultime. Molti imperatori germanici si fecero incoronare qui, infatti sull’altare al centro viene raffigurato Ambrogio che incorona un Imperatore.

L’altare e il mosaico absidale

L’altare è sovrastato dal ciborio composto da quattro colonne e decorato con stucchi raffiguranti Gesù. L’altare è stato voluto dal vescovo Angilberto II: la struttura, realizzata nell’830 ha un nucleo in legno ma è ricoperto in lamina d’oro. La facciata rivolta ai fedeli mostra la vita di Gesù (rappresentata dal maestro Vuolvinio) in formelle, mentre la parte interna mostra alcune scene della vita di sant’Ambrogio. Nella grande formella centrale viene raffigurata una croce con Gesù e intorno il leone (Marco), l’aquila (Giovanni), il toro (Luca) e l’angelo (Matteo). Intorno a questa formella ci sono altri dodici riquadri, nei quali sono rappresentati in ciascuno di essi un apostolo. Sopra l’abside c’è un mosaico con sfondo in oro che raffigura il cielo del Paradiso; il mosaico rappresenta il miracolo di Sant’Ambrogio che consiste nel poter stare in due punti diversi nello stesso momento: predicare la Messa e partecipare ad un funerale. Con la ristrutturazione del 1800 il mosaico è stato modificato; raffigura Gesù con ai fianchi i Santi Gervasio e Protasio e sotto i suoi piedi i fratelli di Sant’Ambrogio: Satiro, Marcellina e Candida. Nella seconda Guerra Mondiale il mosaico è stato danneggiato per un sesto.

Il pulpito e il sarcofago di Stilicone

E’ situato nella parte sinistra della basilica ed è realizzato in stile medioevale; sotto al pulpito è presente il sarcofago di Stilicone. Dedicato al celebre generale Stilicone, era più antico del V secolo. Le decorazioni erano tipiche del periodo neoromanico e gli animali rappresentati erano più espressivi (uno di questi animali era il serpente di Abramo). In un angolo del sarcofago vi è Gesù giovane con gli apostoli. Al suo interno si troverebbero i corpi di una coppia sconosciuta.

La colonna del serpente

Sopra la colonna posta al centro della navata sul lato sinistro è rappresentato un serpente in bronzo: si narra sia il serpente che durante il giorno del Giudizio Universale scenderà dalla colonna e si getterà nel tartaro.

Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro

Fino al ‘400 non era collegato alla chiesa. Si chiama così perché si crede che proprio qui sia stato sepolto San Vittore; il soffitto è ricoperto da un mosaico in oro che raffigura il paradiso, dove viene raffigurato lui con intorno una corona di fiori e sui lati vengono raffigurati Ambrogio e i martiri. Ambrogio fece seppellire anche suo fratello Satiro.

La cripta

Ha molteplici colonne ed è abbellita con stucchi decorativi. Sant’Ambrogio è posto tra Gervasio e Protasio; questi ultimi hanno un vestito rosso con una foglia di palma in mano (simbolo del martirio), mentre il vescovo indossa un abito bianco.

Lavoro creato dagli alunni di seconda A e B secondaria di primo grado – anno scolastico 2016/2017

Art

Ravenna e i suoi mosaici

Ravenna diventa capitale dell’Impero bizantino tra il V e l’VIII secolo, periodo in cui la città raggiunge il massimo del suo splendore. La caratteristica che contraddistingue gran parte dei monumenti di questa città è il contrasto tra gli esterni semplici in mattone e gli interni degli edifici riccamente decorati con mosaici.

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E’ uno dei primi capolavori realizzati a Ravenna ed è un piccolo sepolcro per la figlia del re Teodosio. La struttura è a croce greca, molto semplice esternamente, ma completamente rivestita in mosaico all’interno. In particolare la cupola dell’edificio rappresenta una splendida notte stellata, dove predominano i colori blu e oro.

Basilica di San Vitale

La chiesa, di pianta ottagonale, presenta all’interno splendidi mosaici; in origine era rivestita interamente, ma oggi si può osservare il mosaico del presbiterio che riflette la luce che entra dalle finestre. Tra le raffigurazioni presenti troviamo il Corteo di Giustiniano, un mosaico di circa 30 mq: in esso sono racchiuse tutte le caratteristiche dei mosaici, dall’assenza di profondità spaziale alla rigidità delle figure, dai corpi privi di volume ai volti inespressivi. Risalta lo sfondo dorato che conferisce maggiore eleganza all’opera.

Sant’Apollinare Nuovo

Nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo risalta in chiamata_apostoli.JPGparticolare il mosaico raffigurante La chiamata degli apostoli Pietro e Andrea. Anche qui abbiamo uno sfondo dorato, ma i volti sono più espressivi e i corpi sono in leggero movimento. L’episodio rappresenta il giorno in cui Gesù vide due pescatori, Simon Pietro e Andrea, nel lago di Galilea. “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini”. Così i due lo seguirono e divennero suoi apostoli.

Sant’Apollinare in Classe

La basilica presenta una pianta longitudinale a tre S.Apollinare in classe, Trasfigurazione.jpgnavate; l’interno è molto semplice, salvo per la parte dell’abside rivestita di magnifici mosaici. Il mosaico del catino absidale racconta l’episodio evangelico della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. Diversi sono gli elementi e i simboli presenti: al centro abbiamo la croce con l’immagine di Cristo, sopra la mano di Dio Padre e in basso Sant’Apollinare che rappresenta la Chiesa di Ravenna. Questi tre elementi fanno quasi da asse di una simmetria compositiva dell’opera; gli altri elementi presenti infatti sono disposti secondo un ordine preciso. Troviamo Mosè ed Elia ai lati della croce, così come i gruppi di pecore al centro e in basso; insomma, nulla è messo a caso, ma segue una logica di ordine voluto dai Maestri ravennati che hanno realizzato questo splendore

Art, Restaurant

Castello di Rossino_arte e letteratura per una location da favola

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Il castello dell’innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d’un poggio che sporge in fuori da un’aspra giogaia di monti, ed è, non si saprebbe dir bene, se congiunto ad essa o separatore, da un mucchio di massi e di dirupi, e da un andirivieni di tane e di precipizi, che si prolungano anche dalle due parti.

Così iniziava la descrizione del Castello dell’Innominato nel capitolo XX de I Promessi Sposi. E continuava…

Quella che guarda la valle è la sola praticabile; un pendìo piuttosto erto, ma uguale e continuato; a prati in alto; nelle falde a campi, sparsi qua e là di casucce.

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Affascinato da questa dimora situata su un promontorio che sovrasta il Borgo di Rossino, il Manzoni la prese come spunto per ambientare la residenza dell’Innominato. Le origini del Castello risalgono al Duecento: siamo nel Medioevo quando l’edificio era una delle fortezze dei Benaglio, signori della Val San Martino. Passato poi ai Rota, ricoprì nel tempo un ruolo importante come sede di scambi commerciali di lana e seta da parte dei mercanti. Grazie ad un attento restauro conservativo che ha preservato la bellezza delle antiche strutture, oggi il Castello di Rossino si presenta come uno dei più suggestivi luoghi della Lombardia grazie ai suoi splendidi panorami. E’ la location ideale per matrimoni, grazie alla moltitudine di scorci che rendono indimenticabile il vostro giorno più bello.

Il Castello è un posto perfetto anche per eventi privati e per cene; organizzare una cena romantica nella corte o in una delle sale interne non può essere regalo migliore per la vostra compagna. Un regalo che ricorderete per tutta la vita.

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Il servizio e l’organizzazione generale durante ogni evento viene seguita personalmente dalla signora Lisa, che cura tutto nel minimo dettaglio, creando un’atmosfera magnifica.

Quando si dice… un posto da favola…

http://castellodirossino.com

Art

Classicità: da Atene al Razionalismo italiano

L’arte greca come modello d’ispirazione. Le architetture simbolo della ripresa del periodo classico.

L’arte classica è da sempre stata fonte di ispirazione per gli artisti; in particolare alcuni movimenti architettonici della storia hanno rivalutato quegli elementi che stavano alla base dell’arte greco romana. I greci per primi infatti ricercarono la “bellezza” nei loro edifici, attraverso un contatto con la natura, l’equilibrio e la proporzione tra tutte le parti del progetto architettonico. La struttura del tempio greco ne è un esempio, con i suoi portici che fanno da filtro tra il luogo completamente chiuso della cella della divinità e l’ambiente esterno… portici che ritroviamo anche in gran parte degli edifici che si trovavano nelle immediate vicinanze dell’agorà. Il primo a riprendere questi princìpi classici fu Filippo Brunelleschi, grande architetto rinascimentale, che attraverso la progettazione dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze creò quello che possiamo considerare uno dei massimi esempi di edificio “perfetto”. Nel Rinascimento ritorna l’ideale di bellezza, una bellezza che non è data dalla decorazione, ma dalla semplicità e dal rigore assoluto. Oltre a riprendere elementi come le colonne, gli archi a tutto sesto, i timpani triangolari, Brunelleschi realizza qualcosa in più: crea un modulo (il diametro della colonna del porticato) che utilizza con i suoi multipli per tutto il prospetto principale. Così il modulo moltiplicato per nove diventa l’altezza della colonna, misura che viene ripresa anche nella distanza tra le colonne stesse e nella distanza tra colonna e muro: in questo modo la facciata dell’edificio si presenta come un insieme di regole geometrico matematiche che lo rendono rigorosamente perfetto. Ma Brunelleschi fa un passo ulteriore: usa il nove per il numero delle arcate, degli scalini, delle finestre e dei timpani, nove in quanto multiplo perfetto del tre (simbolo della Trinità). Sempre nel Rinascimento troviamo un’altra opera, La Rotonda o Villa Capra, progettata da Palladio a Vicenza; anche in questo edificio la ricerca di perfezione è massima. La pianta quadrata che si interseca con una pianta a croce greca, i numerosi assi di simmetria, i quattro prospetti identici che ricordano la facciata di un tempio greco. Insomma, nulla è lasciato al caso ma è studiato nel dettaglio. Come nulla è lasciato al caso nel progetto del Teatro alla Scala di Milano, opera Neoclassica di Piermarini dove, oltre al timpano e alle semi colonne corinzie, l’architetto inserisce elementi funzionali come il portico, in modo da consentire agli spettatori di scendere dalle carrozze senza bagnarsi in caso di pioggia. E pensare che circa 1700 anni prima di Piermarini, era stato Vitruvio a parlare di “Firmitas, utilitas e venustas” nel suo trattato De Architectura… solidità, funzionalità e bellezza erano ancora i pilastri su cui si basava l’arte Neoclassica. Non per ultimo vorrei citare il Razionalismo italiano, movimento della prima metà del ‘900 che trova la sua massima espressione nella Casa del Fascio di Como, realizzata dall’architetto Terragni. Benché in forma diversa rispetto al Rinascimento o al Neoclassicismo, gli architetti razionalisti ricercano comunque di imitare l’antico attraverso la geometria e il rigore. La Casa del Fascio con la sua pianta quadrata, l’altezza del fabbricato che è esattamente la metà del lato di base, la semplicità massima delle facciate, ne è un esempio. Ciò che ha fatto in più il Razionalismo è portare l’edificio ad una purezza priva di qualsiasi altro elemento accessorio: tutto è geometrico, tutto è rigoroso… quasi a voler rendere l’architettura il simbolo del rigore degli anni del regime.