Art

Ravenna e i suoi mosaici

Ravenna diventa capitale dell’Impero bizantino tra il V e l’VIII secolo, periodo in cui la città raggiunge il massimo del suo splendore. La caratteristica che contraddistingue gran parte dei monumenti di questa città è il contrasto tra gli esterni semplici in mattone e gli interni degli edifici riccamente decorati con mosaici.

Mausoleo di Galla PlacidiaPIC114M.jpg

E’ uno dei primi capolavori realizzati a Ravenna ed è un piccolo sepolcro per la figlia del re Teodosio. La struttura è a croce greca, molto semplice esternamente, ma completamente rivestita in mosaico all’interno. In particolare la cupola dell’edificio rappresenta una splendida notte stellata, dove predominano i colori blu e oro.

Basilica di San Vitale

La chiesa, di pianta ottagonale, presenta all’interno splendidi mosaici; in origine era rivestita interamente, ma oggi si può osservare il mosaico del presbiterio che riflette la luce che entra dalle finestre. Tra le raffigurazioni presenti troviamo il Corteo di Giustiniano, un mosaico di circa 30 mq: in esso sono racchiuse tutte le caratteristiche dei mosaici, dall’assenza di profondità spaziale alla rigidità delle figure, dai corpi privi di volume ai volti inespressivi. Risalta lo sfondo dorato che conferisce maggiore eleganza all’opera.

Sant’Apollinare Nuovo

Nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo risalta in chiamata_apostoli.JPGparticolare il mosaico raffigurante La chiamata degli apostoli Pietro e Andrea. Anche qui abbiamo uno sfondo dorato, ma i volti sono più espressivi e i corpi sono in leggero movimento. L’episodio rappresenta il giorno in cui Gesù vide due pescatori, Simon Pietro e Andrea, nel lago di Galilea. “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini”. Così i due lo seguirono e divennero suoi apostoli.

Sant’Apollinare in Classe

La basilica presenta una pianta longitudinale a tre S.Apollinare in classe, Trasfigurazione.jpgnavate; l’interno è molto semplice, salvo per la parte dell’abside rivestita di magnifici mosaici. Il mosaico del catino absidale racconta l’episodio evangelico della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. Diversi sono gli elementi e i simboli presenti: al centro abbiamo la croce con l’immagine di Cristo, sopra la mano di Dio Padre e in basso Sant’Apollinare che rappresenta la Chiesa di Ravenna. Questi tre elementi fanno quasi da asse di una simmetria compositiva dell’opera; gli altri elementi presenti infatti sono disposti secondo un ordine preciso. Troviamo Mosè ed Elia ai lati della croce, così come i gruppi di pecore al centro e in basso; insomma, nulla è messo a caso, ma segue una logica di ordine voluto dai Maestri ravennati che hanno realizzato questo splendore

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